TORRONIFICIO TORE

Il Torronificio Tore è un’azienda giovane, ma che ha delle ben solide basi. Le sue fondamenta sono costruite dall’esperienza maturata nella produzione del torrone, dalla lunga tradizione familiare in questo settore. Le antiche ricette sono da sempre tramandate di padre in figlio.

Il torronificio ha la sua sede in provincia di Nuoro, a Tonara, paese che ha una grande tradizione del torrone. L'azienda è specializzata nella produzione di torroni artigianali di elevata qualità, in diversi formati e tipologie.

Il laboratorio utilizza macchinari moderni, anche se la nostra produzione rimane artigianale, attenendosi sempre alle antiche ricette. Gli ingredienti sono selezionati con grande attenzione, dando la preferenza alle materie prime del territorio sardo.

I nostri torroni offrono sapori unici. Sono alle mandorle, alle nocciole e alle noci, con miele e albume d'uovo, possono fondersi con il gusto inebriante e selvatico del mirto, con l’aroma del limone e una leggera glassatura di cioccolato di qualità.

Produciamo torroni fatti con competenza esperta, con amore per la tradizione, con la flessibilità necessaria per offrire sempre il meglio.


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Abbiamo conseguito la certificazione di Produzione Biologica ai sensi del REG. UE 848/18. I nostri prodotti sono sempre genuini.

CERTIFICAZIONI

Torrone bio

Il Torronificio Tore ha conseguito la certificazione di produzione biologica dal 2004. Tale certificazione è stata fatta da ICEA, che controlla e certifica le aziende che svolgono la propria attività nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente.

Torrone certificato

La nostra azienda ha ottenuto la Certificazione IFS. Lo Standard IFS (International Food Standard) si pone l'obiettivo di agevolare l’efficace selezione dei fornitori food a marchio della grande distribuzione organizzata. Prodotti sicuri e conformi.
Presso il Torronificio Tore il tradizionale Torrone di Tonara viene fatto con un laboratorio attrezzato modernamente ma con metodi sempre tradizionali,  controllando in maniera minuziosa la temperatura di cottura del torrone per conservare le caratteristiche organolettiche del miele.  
Gli ingredienti sono selezionati, ricette e metodi sono tramandati di padre in figlio.

IL TORRONE DI TONARA

Uno dei simboli della intraprendenza e della capacità di non arrendersi del territorio della Barbagia-Mandrolisai è senz’altro il torrone di Tonara che viene considerato una vera e propria eccellenza tra le produzioni sarde e nazionali.

L’origine del torrone in Barbagia è da collocarsi intorno alla seconda metà dell’800, periodo in cui si hanno le prime segnalazioni sulla produzione del torrone tonarese. In un servizio del 1891, il periodico di Vita sarda cita le donne di Tonara rivenditrici di Turrones; nel 1896 Francesco Corona, nella sua Guida dell’isola di Sardegna, cita i torroni Tonaresi come una vera specialità.

Oggi rappresenta una specialità tipica della nostra Regione affermata in tutte le sagre ed eventi isolani e che progressivamente si fa largo nella grande distribuzione regionale e nazionale.

Il prodotto si ottiene dalla lavorazione di miele, albume d’uovo, mandorle, noci e nocciole. Le ostie, realizzate con uno spessore talmente sottile, da non incidere sul sapore finale, sono preparate con acqua, olio di oliva e fecola di patate.

La principale caratteristica che differenzia il torrone di Tonara dalle altre produzioni similari esistenti in Italia è l’assenza dello zucchero, sciroppo di glucosio, canditi ecc, peculiarità che contribuisce a renderlo una produzione di gran pregio apprezzato sia in Italia che all’estero.


Mentre oggi il torrone, soprattutto a Tonara, viene realizzato in grandissima parte con mezzi industriali, un tempo veniva lavorato artigianalmente da mani sapienti nel periodo tra marzo e settembre: si faceva scaldare il miele in un recipiente di rame chiamato su cheddargiusu un fornello di mattoni, la forredda, alimentato a legna di agrifoglio in modo da garantirne una combustione molto lenta e priva di fumo.

Il miele, con l’aggiunta degli albumi montati, veniva cotto per circa 4 ore e al termine si amalgamavano le mandorle sbucciate e tostate: il composto veniva inserito in appositi contenitori di legno foderati con carta oleata e ostie. Il torrone veniva raffreddato e in seguito tagliato e consumato.


Questi alcuni tratti storici utili a comprendere il forte legame tra il prodotto e il territorio, tra i saperi tramandati da generazione in generazione e l’intraprendenza di alcuni imprenditori locali che hanno deciso di puntare sul torrone per creare ricchezza e occupazione, dotandosi di impianti moderni in grado di garantire alti standard di produzione senza rinunciare alla qualità.

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